PFAS nell’acqua di Padova e Vicenza: cosa sono e cosa rischi

Se vivi in provincia di Padova o Vicenza, probabilmente hai già sentito parlare dei PFAS. Ne parlano i giornali, le associazioni, persino il Comune. Ma cosa sono esattamente? E soprattutto: devi preoccuparti?

Ecco quello che devi sapere, senza giri di parole.

PFAS è l’acronimo di sostanze per- e polifluoroalchiliche. Sono composti chimici di sintesi usati dall’industria dagli anni ’50: nei tessuti impermeabili, nelle pentole antiaderenti, negli imballaggi alimentari, nelle schiume antincendio.

Il problema è che non si degradano. Né nell’ambiente, né nel corpo umano. Per questo vengono chiamati “inquinanti eterni”.

Per decenni, uno stabilimento chimico a Trissino (Vicenza) — la Miteni — ha scaricato PFAS nelle falde acquifere. Solo nel 2017 è emerso ufficialmente il problema: circa 350.000 persone nelle province di Vicenza, Padova e Verona avevano bevuto acqua contaminata per anni senza saperlo.

La Regione Veneto ha definito tre aree di impatto: zona rossa (massima esposizione), zona arancione e zona gialla. Decine di comuni sono coinvolti.

Uno studio dell’Università di Padova ha documentato un aumento anomalo di decessi nell’area contaminata tra il 1985 e il 2018. I rischi più documentati:

  • malattie cardiovascolari
  • alcuni tipi di tumore
  • danni alla tiroide
  • effetti sulla fertilità e sulla gravidanza

I bambini e le donne in gravidanza sono le categorie più vulnerabili. I PFAS si trasferiscono dalla madre al feto durante la gravidanza e l’allattamento.

Gli acquedotti pubblici di Padova e Vicenza hanno installato filtri a carbone attivo e monitorano costantemente i livelli di PFAS. I valori rientrano nei limiti di legge italiani attualmente in vigore.

Il problema è che i limiti italiani sono molto più permissivi di quelli in vigore in altri paesi. La nuova direttiva europea (in vigore da gennaio 2026) introduce soglie più restrittive, ma il governo italiano ha già chiesto una proroga di 6 mesi.

Tradotto: l’acqua è “legalmente sicura”, ma la scienza dice che i limiti attuali non sono sufficienti a proteggere la salute.

Le caraffe filtranti non sono efficaci contro i PFAS — rimuovono calcare e cloro, ma non i composti fluorurati. Per eliminare i PFAS serve un sistema professionale certificato, installato direttamente sull’impianto idrico.

La soluzione più efficace è un sistema di filtrazione domestica certificato, installato direttamente sul rubinetto di casa. Un erogatore d’acqua con filtri specifici per i PFAS abbatte in modo significativo la concentrazione di queste sostanze prima che arrivi nel bicchiere.

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